lunedì 30 maggio 2016

On finding your own place... l'individualita' spiegata ai piu' piccini.

La scorsa settimana a scuola Gattila ha avuto l'opportunità di presentare l'Italia al "Culture day". Uno show case annuale dove si da spazio agli stranieri di far vedere la propria nazione di origine. 
Nella Halla (auditorium in Gaelico) quel giorno, 23 nazionalità si sono riunite e hanno con orgoglio mostrato foto, condiviso cibo tipico, prodotti e musica provenienti dalle loro nazioni. E' stata una giornata assolutamente meravigliosa, una festa multicolore, straripante di colori e sapori di tutto il mondo. 
In quel momento ho potuto vedere i miei due figli destreggiarsi con i loro amichetti, ed insegnanti, mostrando con grande orgoglio un piccolo pezzo del loro mondo. 


Poi tornata a casa mentre guardavo la mia bambina sorridente che leggeva un libro alle sue bambole, pensieri e domande mi sono balzate in testa.  L'ho guardata bene la mia Minu e mi sono chiesta... ma tu, che ti sei trasferita in Irlanda a sei mesi, tu che passi da una lingua all'altra con una naturalezza sbalorditiva, tu che con fratello e bambole parli in un meraviglioso e divertentissimo "code switching", tu bellissima biondina mia, cosa penserai di questa pazza vita Expat che i tuoi genitori ti hanno costretta ad avere? 
A quale cultura ti sentirai di appartenere una volta cresciuta? Tu, che anche se non ne sei completamente consapevole a settembre sarai introdotta a scuola, quella vera, con la S maiuscola; realizzerai mai quanto fuori dall'ordinario, ricca e meravigliosa e' stata da subito la tua vita? 
Ti sembrerà sempre normale portare a scuola pranzi "strani" tipicamente italiani che incuteranno un misto di terrore, fascino e speriamo anche un tantino di invidia ai tuoi compagni??
Arriverà forse il momento, magari durante la tanto temuta adolescenza, dove ti vergognerai di questa tua diversità? Sarai veramente sempre accettata ed apprezzata esattamente come lo sei ora? Ma sopratutto sarai capace di apprezzare te stessa, la tua cultura e la tua identità?



Poi ho buttato l'occhio sui due libri che la mia quasi quattrenne stava "leggendo" alle sue bambole, ed ho capito, che il mio tesoro e' già migliaia di chilometri più avanti della sua a volte ansiosa mamma e ho realizzato che la soluzione lei la vive ogni giorno, destreggiandosi brillantemente tra due culture, due lingue e due paesi diversi (chissà magari in futuro anche più di due) e che "her own place" lei per ora (e spero per sempre) l'ha conquistato. 



Vi lascio con due clip di storytelling delle storie che la mia piccola stava in quel momento leggendo ad Elsa, Anna e Rapunzel. Due meravigliose storie che parlano di individualità, accettazione, diversità e coraggio. Due storie che sembrano fatte apposta per noi che viviamo all'estero, ma che trattano di un messaggio importante ed universale.

Oliver di Birgitta Sif:
Uno splendido racconto scritto ed illustrato dalla stessa autrice di Frances Dean. Un bimbo solo, che si sente diverso, ma che con coraggio impara ad accettarsi e ad accettare!

A Crocodile who didn't like water di Gemma Marino:
Un coccodrillo che non ama l'acqua, cerca di trovare il suo posto nel mondo, e lo trova, ma solo dopo essersi compreso ed "embraced" cosi' com'è!


scritto da Mirella


Titolo: Oliver
Autore e illustratore: Birgitta Sif
Editore:Walker books
Numero di pagine: 32
Eta' consigliata: 3+

Oliver lo potete trovare qui

Titolo:The Crocodile who didn't like water
Autore e illustratore: Gemma Merino
Editore: MacMillan Children's books
Numero di pagine: 32
Eta' consigliata: 3+

Il libro The Crocodile who didn't like water lo potete trovare qui

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